venerdì 20 aprile 2007

Scorta all'orsetto Knut dopo le minacce di morte


Non c'è limite alla follia umana se si arriva a minacciare di morte un essere tenero e indifeso come l'orsetto bianco ormai diventato la star incontrastata dello zoo di Berlino. Il piccolino è stato, infatti, oggetto di una lettera minatoria giunta via fax alla direzione dello zoo berlinese: "Knut ist tot - Donnerstag mittag" (Knut è morto - Giovedì a mezzogiorno).

Sono quindi state rafforzate le misure di sicurezza attorno al cucciolo: "Scorta di polizia per Knut", ha titolato in prima pagina la Bild riferendo dell'incredibile minaccia all'orso polare più famoso del mondo. Finora era stata sufficiente la presenza di cinque uomini della sicurezza, ora sono diventati 15.
Knut ultimamente era stato costretto alle visite dei veterinari dopo i problemi ai denti in crescita che lo avevano costretto a lasciare prima del previsto l'esterno del recinto e ritirarsi a riposare nella sua gabbia. I medici lo hanno rimesso in sesto con una cura di antibiotici.

Sul web si cercano consigli salute

ROMA, 19 APR - Internet e' il 'medico' preferito da chi naviga sul web: tre navigatori su quattro cercano su internet informazioni sulla salute. Lo rivela uno studio realizzato dall'istituto di ricerca privato Millward Brown che ha preso in esame un campione di 800 internauti. Secondo la ricerca, il 78% dei 20 milioni di navigatori del nostro Paese ha cercato almeno una volta nell'ultimo anno informazioni su malattie e farmaci. In testa alle malattie piu' cliccate i problemi di peso e obesita'(32%).

Continua la battaglia della Lav contro la caccia alle foche



Dalla Lav, la Lega Anti Vivisezione, parte una incondizionata denuncia nei confronti di quello che è, ad oggi, uno dei più efferati stermini di mammiferi marini al mondo: la caccia alle foche, legalmente autorizzata in Canada; è disponibile un video choc sullo stesso sito della Lav.
Come accade tutti gli anni, anche nel 2007 si è aperta la nuova, barbara stagione di caccia alle foche, autentico massacro di mammiferi marini. Questa caccia criminale è però legale, in quanto lo stesso Department of Fisheries and Ocean canadese lo ha autorizzato: solo negli ultimi quattro anni sono stati uccisi oltre un milione e trecentomila animali. Esiste una autorizzazione per una quota di animali ben precisa che si possono uccidere: per il 2007 è di 270.000 foche. Inoltre, a causa dei cambiamenti climatici il ghiaccio del pack artico è diventato estremamente fragile: i cuccioli in seguito alla rottura del ghiaccio cadono in acqua e, non sapendo ancora nuotare, muoiono affogati.Le squadre di esperti che stanno osservando la caccia nel golfo di San Lorenzo hanno riferito alla Lav una situazione drammatica, mai registrata prima: nelle zone dove abitualmente si potevano osservare folti gruppi di cuccioli adesso è il deserto, il silenzio: il ghiaccio frammentato in piccolissimi pezzi non è sufficiente per permettere alle piccole foche di sopravvivere. Molti esperti hanno lanciato l'allarme al Governo canadese, chiedendo la sospensione della caccia, dal momento che stimano che il tasso di mortalità, tra effetti della caccia e quelli delle condizioni climatiche, per i cuccioli si aggirerà tra l’80 e il 90%. Purtroppo i cuccioli di foca rappresentano anche le vittime preferite degli stessi cacciatori, sono infatti ancora più docili ed indifesi, quindi facile preda, e la loro pelliccia è più morbida. La caccia comporterà la barbara uccisione dei cuccioli che nascono nei primi del mese. Lo scorso anno, in soli cinque giorni, dal 25 al 30 marzo, i cacciatori del Golfo di San Lorenzo avevano già superato di circa 1000 animali la quota stabilita per le uccisioni di cuccioli di foca. Circa 5.600 foche al giorno (per un totale di 28.000 animali) sono state uccise a colpi di fucile, dal momento che le condizioni del ghiaccio non consentivano ai cacciatori, se non in casi eccezionali, di scendere sul pack per uccidere i piccoli con il tradizionale bastone (hakapik); molti cuccioli, ormai morti, sono stati recuperati in acqua, dove avevano tentato invano di rifugiarsi. Una morte crudele, terribile, dunque quella a cui sono condannati questi animali, violenta: un team di veterinari indipendenti è riuscito a documentare un aspetto macabro, disumano. Il 42% delle foche che sono riusciti ad analizzare presentavano segni che mostravano che erano state scuoiate ancora vive: un altro 40% viene ripetutamente colpito, spesso alla testa, prima di morire. Per il governo canadese, invece, questi animali vengono uccisi in “maniera umanamente accettabile”. Sul sito della Lav si può visionare un video davvero raccapricciante che ritrae i cacciatori in azione, e i piccoli cuccioli di foca sul pack: spesso gli animali non fuggono anche se l’uomo, con un bastone alla mano, corre verso di loro e li colpisce, inesorabilmente, ripetutamente.

L'Uomo Ragno a passo di danza



Il musical sarà diretto dal premio Tony Julie Taymor con Bono e The Edge che crearanno nuova musica e testi per il progetto", spiega la Marvel in una nota. Taymor ha vinto due premi Tony, una sorta di Oscar per il teatro, per il suo lavoro sul musical Disney "Il re leone". Marvel Studios, unità di Marvel Entertainment, non ha precisato una data per il debutto a Broadway, dove per la prima volta ci sarà uno spettacolo con uno dei suoi protagonisti, ma indiscrezioni indicano come probabile uscita dello show il luglio del 2007. "Siamo certi che questo progetto delizierà i fan di Spider-Man e anche un nuovo pubblico", ha detto David Maisel, presidente di Marvel Studios.



Nel frattempo il 4 maggio debutterà sugli schermi italiani l'atteso "Spiderman 3", presentato nei giorni scorsi in anteprima mondiale a Tokyo. In Italia il film sarà presentato in anteprima mondiale il 1 maggio e riunirà cast e realizzatori che hanno portato al successo le prime due avventure dell'Uomo Ragno.In Spiderman 3 Peter Parker ha finalmente raggiunto l’equilibrio tra la sua dedizione all’amata M.J. e i suoi doveri da supereroe. Ma quando il suo costume improvvisamente cambia, colorandosi di nero e aumentando i suoi poteri, anche Peter si trasforma, facendo emergere il lato più oscuro e vendicativo della sua personalità... Sarà costretto a scegliere tra il potere e l'amore verso le persone che ama, combattendo due temibili nemici, l’Uomo Sabbia e Venom.


Le bestie più feroci i padroni, non i cani»


La piccola Alessia di nove mesi è stata brutalmente uccisa dai due rottweiler dei genitori. Ammazzata e soffocata nel giardino di casa. La casa di cui è probabile che i genitori andassero fieri della protezione dei due assassini con tanto di cartello che avvertiva: «Quest’area è difesa dai cani da guardia non avvicinatevi».
Parole che sembravan sottintendere, «altrimenti sono cavoli vostri!». E invece il pericolo non era per quelli fuori ma per quelli che stavano dentro. Mi domando quante saranno ancora le vittime che avrà sulla coscienza chi potrebbe evitare, attraverso una legge severa, che stragi di questo tipo accadano. Il ministro Turco dice che «l’ordinanza sulle razze aggressive è giusta, tocca ai proprietari vigilare sempre e dovunque sui loro animali».
Ma il ministro ha dimenticato la razza più aggressiva, che non sono i cani ma i loro proprietari. Orgogliosi di essere difesi da una bestia feroce che al minimo accenno è pronta a sbranare chiunque. Per cui mettere la museruola al cane in un luogo pubblico, per il proprietario è come se gliela mettessero a lui... «Allora cosa lo porto a fare in giro il cane», dice amareggiato il proprietario, «se all’occorrenza non può azzannare almeno un polpaccio...».
Per cui trovo alquanto ingenua l’ordinanza di cui parla il ministro. Quanti sono quelli che la rispettano? E se chiami un vigile per dirgli che c’è qualcuno che va in giro senza museruola, non solo lui ma anche il suo cane, il vigile si limita a una lieve ammonizione senza applicare alle due bestie nessun tipo di sanzione. Un’ordinanza inutile, quindi, fatta per un popolo che non ha passato gli esami. Gli esami dell’educazione, del rispetto delle regole, dell’altruismo non solo per le bestie ma anche verso i propri simili.
Per cui signora Livia, lei si deve rimettere al tavolo e riscrivere l’ordinanza nel modo corretto per un popolo scorretto. Le alternative sono due: o si mettono fuorilegge le razze aggressive a partire dall’uomo e chi dovesse trovarsi in possesso di un cane pericoloso viene messo in galera per qualche anno o, se questo non è possibile, infliggere, oltre alla prigione, delle forti sanzioni naturalmente a seconda del reddito che uno ha: se il cane che provoca la tragedia è della Telecom, come multa dovrà cedere almeno il 30% delle azioni più la prigione. Ma soprattutto chi più di tutti deve essere punito è lo Stato che fa le leggi e non le mette in pratica.
Adriano Celentano

«Macché scoop, ritoccate le foto a Villa Certosa»


Le foto non bastano. Per gonfiare un caso che non esiste e danneggiare l’immagine di Silvio Berlusconi ci vorrebbe una bella intervista. E così, da ieri mattina, il telefono di Angela Sozio non smette di squillare un attimo. A cercarla sono giornalisti che la spronano: «Noi ti paghiamo quello che vuoi, ma tu ci devi dire...». Dire cosa? Quello che è successo a Villa Certosa, residenza sarda dell’ex premier, durante le vacanze pasquali. Un racconto che illustri meglio le foto pubblicate da «Oggi». E Angela, una delle cinque ragazze immortalate nelle immagini accanto al leader della Cdl, parla senza chiedere un quattrino con Alfonso Signorini su Radio Montecarlo. E svela la più innocente delle verità: a Villa Certosa c’era «una riunione di giovani azzurri». Con lei e le altre quattro ragazze immortalate dall’obiettivo nascosto «c’erano altre persone cancellate dai ritocchi dei fotografi».Quindi Angela, che rivendica con orgoglio di «essere da tanti anni un’attivista di Fi» e di guadagnare «mille euro al mese come qualsiasi dipendente» per qualche partecipazione a trasmissioni tv, accusa: «È stata una cosa di bassissimo livello. Evidentemente non trovano altro modo di attaccare Berlusconi, un uomo che fa politica per il popolo, non per mettere i soldi nelle sue tasche».

Cogne, Franzoni: "Sarò in aula ad ascoltare il giudizio"


La storia infinita....


Torino, 20 apr. - "Sarò in aula ad ascoltare il giudizio. E' importante che sia li'", annuncia la Franzoni ai microfoni del Messaggero in attesa della sentenza d'appello. "L'altra volta era diverso - ha aggiunto - e' un giorno particolare, voglio esserci". Il processo d'appello riprende oggi, nella maxiaula 6 del Palazzo di Giustizia di Torino, con la replica del procuratore generale Vittorio Corsi all'arringa di Paola Savio. Già questa sera potrebbe arrivare la sentenza anche se il giudice ha cinque giorni di tempo per depositarla. Ed e' di nuovo un bagno di folla, con tanto di numeretti per la precedenza, a voler assistere a quello che potrebbe essere l'ultimo atto del processo d'Appello per il delitto Cogne.La procura generale ha ricevuto un rapporto di tre pagine dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche, che il pm Corsi utilizzerà nel corso del suo intervento. Nessuna novità sostanziale. Solo alcune risposte di carattere accademico alle considerazioni espresse dallo specialista di fiducia della difesa, Carlo Torre.Arma del delitto - La difesa continua a sostenere che si tratti di un sabot da montagna, ma rumors dicono gli esperti dell'Arma sarebbero del parere che sia valida la tesi del pg: un corpo contundente dotato di manico come un pentolino di rame o un mestolo. I 3 possibili verdetti1. Conferma delal sentenza di primo grado - Se il collegio riterrà provata la responsabilità dell'imputata e non riterrà di concedere alcuna attenuante, si confermerà la pena a 30 anni di reclusione. Ancora una volta Annamaria Franzoni non andrà in carcere poichè potrà ricorrere in Cassazione.2. Riduzione della pena - Se alla Franzioni, pur ritenuta responsabile dell'omicidio del figlio, i giudici concederanno una o più attenuanti (le "generiche", o il "vizio parziale di mente", o entrambe), l'imputata avrà una proporzionale riduzione della pena. Anche in questo caso Annamaria Franzoni resterà libera in attesa del processo in Cassazione.3. Assoluzione - Se gli indizi a carico di Annamaria Franzoni saranno ritenuti non idonei per fondare un giudizio di responsabilità dell'imputata, la donna verrà assolta per non aver commesso il fatto; sarà emessa sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto anche se la prova della responsabilità di Annamaria Franzoni sarà ritenuta insufficiente o contraddittoria.